{"id":187,"date":"2020-10-14T09:17:12","date_gmt":"2020-10-14T09:17:12","guid":{"rendered":"https:\/\/qi24.qodeinteractive.com\/?post_type=portfolio-item&#038;p=187"},"modified":"2022-12-08T17:32:43","modified_gmt":"2022-12-08T17:32:43","slug":"deliver-in-style","status":"publish","type":"portfolio-item","link":"https:\/\/www.studiogroma.it\/g\/portfolio-item\/deliver-in-style\/","title":{"rendered":"Maziar Mokhtari"},"content":{"rendered":"<p><strong>Maziar Mokhtari<\/strong>, nato nel 1980, Esfahan. Si \u00e8 trasferito in Italia nel 2004. Attualmente vive e lavora tra l&#8217;Italia e l&#8217;Iran.<\/p>\n<p>La sua ricerca visiva nasce dalla scoperta da parte di un viaggiatore che torna a visitare la su citt\u00e0 natale (Esfahan) e osserva il momento in cui il colore giallo si manifesta sui muri. La memoria \u00e8 intesa come valore fondante dell&#8217;esistenza, la base culturale e umana attraverso la quale intraprendere qualsiasi viaggio.<\/p>\n<p>\u00c9 l&#8217;intuizione che cogliamo nel progetto intitolato Palimpsest (dal greco antico &#8220;raschiato di nuovo&#8221;), che \u00e8 incentrato su un singolo elemento dell&#8217;omologazione urbana e su uno specifico elemento architettonico; ovvero il muro che diventa uno strumento di ricerca privilegiato a cui si guarda con attitudini diverse. Il muro \u00e8 inteso in tutte le sue declinazioni e aree tematiche: come confine, metafora, muri reali e immaginari, muri di parole e muri di immagini, muro come ostacolo da abbattere e muro come limite in cui proteggersi, da cui si svela la luce di una lettura apocalittica dell\u2019esperienza vissuta e dove trovare una lingua. La lettura apocalittica \u00e8 una delle tematiche analizzate nei suoi lavori ed \u00e8 fondamentale sia nella storia della tradizione giudaico-cristiana sia in quella islamica. Un punto di osservazione privilegiato di tale confronto fra le due culture \u00e8 stata la citt\u00e0 di Roma, che offre la possibilit\u00e0 di interpretare gli incroci fra tali tradizioni.<\/p>\n<p>Per lui l\u2019arte resta un antidoto per abbattere ogni barriera, un\u2019arte che vive nei limiti e nelle frontiere, che si mimetizza fra essi per assolvere alla sua capacit\u00e0 rivoluzionaria di gettare via il velo che copre e, dunque, di scoprire. Nella sua ricerca il ritmo \u00e8 scandito da colore e luce, generando una uniformit\u00e0 fra tutte le opere che si esplicitano l\u2019una nell\u2019altra succedendosi in un\u2019unica atmosfera. Il suo lavoro ha una sua costante processualit\u00e0 che si sviluppa nella pittura, fotografia, video, ambienti e installazioni site-specific.<\/p>\n<p>Ha esposto le sue opere ampiamente sia in Italia che all&#8217;estero, in una serie di spazi espositivi, tra cui: Macro Contemporary Art Museum (Roma), Maraya Art Center (Sharjah, UAE), Stux gallery (NY,USA),Palazzo Triennale (Milano), Galleria Pi\u00f9 (Bologna), Galleria Dino Morra (Napoli), Galleria Nuova Pesa (Roma), Casa del Architettura (Roma), Azad Art Gallery (Teheran), Emrooz Gallery (Esfahan), Ogallery(Tehran), Bocs Art Residenti (cosenza), Fondazione Vittorio Leonesio ( BS), Fondazione Carla Fendi (Italia), Museo Roberto Billotti Rugg\u00ec D&#8217;aragona (Italia), Museo del Sale Arte Contemporanea (Salgiemma, Italia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maziar Mokhtari, nato nel 1980, Esfahan. Si \u00e8 trasferito in Italia nel 2004. Attualmente vive e lavora tra l&#8217;Italia e l&#8217;Iran. 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