Martedì 10 novembre alle ore 18,00 Geo Florenti presenterà a StudioG di Roma la sua nuova installazione Gallery DC Kit, dove le componenti dell’installazione coincidono con quelle della tecnologia in una concreta applicazione.

L’Arte Necessaria di Geo Florenti

A cura di Giuseppe Stagnitta

La crisi energetica e la ricerca di soluzioni alternative hanno colpito tutte le persone in tutti i paesi ed a tutti i livelli e se trascurata provocherà inversioni di tendenza dello sviluppo umano durante tutto il XXI secolo. La nostra generazione ha i mezzi per evitare tale esito ed ogni uomo, in relazione alle proprie competenze e capacità, ha il dovere di dare il proprio contributo. Una vera e propria rivoluzione alla quale tutti siamo chiamati a contribuire ad ogni livello con azioni sia individuali che sociali e anche l’Arte può e deve fare la sua parte.

Geo Florenti, artista innovatore di Tecnologie Energetiche, ha intrapreso un percorso in questa direzione concentrando la sua riflessione sul collegamento tra creazione artistica e ricerca scientifica. Sensibile alle sorti del “Sistema Terra” sente il dovere di utilizzare il proprio ruolo, come uomo e come artista, per dare un contributo reale alla crisi energetica ed a tutte le sue conseguenze che stanno portando l’uomo ad una preoccupante emergenza globale.

La poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali come contributo a tutti: qualunque fruitore, vedendo le sue installazioni, potrà riprodurle nel proprio mondo ed utilizzarle per un suo scopo che prescinde dall’esperienza estetica. Non è più tempo di pura estetica: “E’ la fine del soggettivismo concettuale nell’arte e la prevalenza della necessità universale dell’utile proposto a tutti”, dice lo stesso artista.

La Gallery DC Kit che presenta a StudioG è un’installazione artistica e allo stesso tempo una tecnologia inedita utile. Le componenti dell’installazione coincidono quindi con quelle della tecnologia in una concreta applicazione.

L’artista “scolpisce” la rete elettrica, modificandone i valori, per poi inserire una serie di elementi simili ai corpi illuminanti, completamente ecocompatibili e realizzabili facilmente a km 0 in eco materie, in contrapposizione alla crisi di materie prime e di tecnologie convenzionali garantite provenienti dall’Asia.

L’installazione è composta da 5 corpi illuminanti da 20W e 33V ciascuno e da una Control Unit da 200W e 36V DC, che al suo interno contiene un trasformatore toroidale, un ponte di Graetz e un condensatore. Da sapere che gli impianti negli ambienti sono divisi in due, indipendenti tra loro: linea prese e linea illuminazione. La Control Unit viene posizionata vicino al quadro elettrico generale della galleria, intercetta solo la linea illuminazione esistente (si usano i fili esistenti) e ne cambia i valori da 230V AC (corrente alternata) a 36V DC (corrente continua). Gli ambienti avranno quindi due linee di alimentazione, una in AC e l’altra in DC: la 230V AC Ufficiale e la 36V DC Ufficiale.

“Naturalmente, questa mia azione non mira a monopolizzare il mercato; al contrario, per salvaguardare la Specie e il Pianeta e rendere questa tecnologia nativa rapidamente espansiva, dichiaro di renderla OpenSource. Chiunque segua alla lettera le istruzioni di fabbricazione (la Regula Aurea) sarà libero di produrla e commercializzarla. Inoltre, per accelerare la transizione, la scelta dell’Open Source non toglie nulla alle multinazionali produttrici di tecnologie convenzionali: pur non potendo monopolizzarla, grazie alle loro strutture produttive potranno guadagnare il doppio o più rispetto a oggi e fare innovazione reale nello stesso tempo”, scrive Geo Florenti.

L’obiettivo principale di questa singola azione a StudioG è quello di indurre un’azione collettiva globale che scateni un processo a catena dove coinvolgere sempre più persone possibili: azione puramente umanitaria. Tutti i fruitori che saranno coinvolti avranno la possibilità acquisire gratuitamente questo nuovo sistema e riprodurlo nei loro contesti reali. Solo così quest’azione diventerà un’azione utile, necessaria e risolutiva dell’essere umano per l’essere umano. L’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico.

Anatomia di un'Opera d'Arte del 2026

Geo Florenti - Artista innovatore di Tecnologie Energetiche

L’input per la creazione di quest’Opera, Gallery DC Kit, mi è arrivato da una Direttiva Europea. A partire dal 1° settembre 2023, i tubi neon verranno gradualmente eliminati, poiché non soddisfano più i requisiti di etichettatura energetica previsti dal Regolamento (UE) 2019/2020 relativo all’Ecodesign per il settore illuminazione che prevede l’ideazione e la progettazione di un prodotto nel rispetto dell’ambiente con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale causato durante il suo intero ciclo di vita. È stato quindi imposto lo stop alla fabbricazione dei neon e un loro graduale ritiro dalle strutture.

In Italia, oltre il 50% degli edifici pubblici sono illuminati a neon (scuole, uffici, università, ospedali, etc.) quindi, fanno uso di una tecnologia fuori produzione. Ma c’è un problema del quale non hanno tenuto conto nella formulazione di questa Direttiva: la sostituzione dei neon con tecnologie LED non è fattibile perché non esiste sul mercato la quantità di corpi illuminanti LED per convertire i milioni di neon in Italia. Da sapere che oggi, in piena crisi di materie prime, se ad esempio vuoi acquistare una piccolissima partita di corpi illuminanti LED identici, solo 1000, ci si rivolge ad un distributore all’ingrosso locale, si ordinano, si pagano in anticipo e si aspetta circa 4 mesi per averli. Sono con componentistica cinese, assemblata in paesi come la Bulgaria o Romania, da piccole aziende con un debito di produzione molto basso, e dalle quali si alimenta, in parte, tutta l’Europa.

C’è inoltre la diffidenza degli appaltatori ad utilizzare queste tecnologie perché non sono garantite a lungo termine e generano costi importanti sulla manutenzione nel tempo.

Il problema principale delle tecnologie convenzionali LED sono i Driver, l’insieme di componenti elettroniche utili alla trasformazione della corrente della nostra rete 230V AC (corrente alternata) in bassissima tensione DC (corrente continua). Le componenti non sempre sono realizzate secondo gli standard. Con la rottura del driver, che accade molto spesso (99% dei casi di rottura), si elimina l’intero corpo illuminante, anche se il resto è perfettamente funzionante, con uno spreco di risorse enorme e di conseguenza si contribuisce all’inquinamento del territorio. I corpi illuminanti a LED convenzionali quindi sono fabbricati in Asia, in cui vengono impiegate materie prime inquinanti (plastica, acciaio, ferro, alluminio, colle sintetiche, colori sintetici, rame, stagno, carta, terre rare (Driver) etc.), con processi di produzione delle componenti ad alto consumo energetico. Non hanno una garanzia reale di funzionamento, creano costi di manutenzione e inquinano a fine vita.

Si tratta a tutti gli effetti di un paradosso tecnologico ed è una bolla tecnologica che sta per scoppiare da un momento all’altro.

Gallery DC Kit

L’opera si presenta sotto forma di installazione ed è mimetizzata al punto che è, nello stesso momento, una tecnologia inedita. Le componenti dell’installazione coincidono quindi con quelle della tecnologia in una concreta applicazione. Oltre a poter essere esposta su un piedistallo nella Galleria, l’opera ha la funzione di sostituire i corpi illuminanti esistenti.

L’installazione è composta quindi da 5 corpi illuminanti da 20w 33V ciascuno e da una Control Unit da 200w 33V DC, che al suo interno contiene un Trasformatore Toroidale, un Ponte di Graetz e un Condensatore

elettrolitico di livellamento. Da sapere che gli impianti negli ambienti sono divisi in due, indipendenti tra loro: linea prese e linea illuminazione. La Control Unit viene posizionata vicino al quadro elettrico generale (nel caso di un appartamento) o vicino alla scatola di derivazione dei singoli ambienti (nel caso delle aule scolastiche, uffici, etc), intercetta solo la linea illuminazione esistente (si usano i fili esistenti) e ne cambia i valori: il trasformatore e il ponte di Graetz raddrizzano la tensione, mentre il condensatore accumula l’energia e la rilascia costantemente, livellando il segnale elettrico per eliminare ogni forma di sfarfallio (ripple). In questo modo la corrente passa da 230V AC a 33V DC Stabile. Gli ambienti avranno quindi due linee di alimentazione, una in AC e l’altra in DC: la 230V AC Ufficiale e la 33V DC Ufficiale.

Ecco dunque che si possono inserire sulla nuova linea DC corpi illuminanti a LED senza utilizzare i Driver elettronici per ognuno. Eliminando i Driver, e vista la stabilità della nuova rete DC, i corpi illuminanti possono funzionare per decenni quindi minima manutenzione nel tempo. Oltre a non essere pericolosa per l’uomo, la rete 33V DC permette di eliminare tutta l’architettura di protezione utilizzata nei corpi illuminanti convenzionali per la rete 230V AC. L’eliminazione del Driver e la non pericolosità della rete, permette di adottare una nuova architettura nella concezione dei nuovi corpi illuminanti.

Il corpo illuminante quindi è iper razionale, al punto che corrisponde ad una Regola Aurea, la forma corrisponde alla funzione (dimensioni e peso delle componenti precise). Ogni componente è in eco materie ed intercambiabile, di facile produzione a Km 0 e non inquina a fine vita: piastra in alluminio 20×20 cm utile alla dissipazione del calore del LED 20W e riflettore della luce. Due contatti in legno e acciaio che hanno due funzioni: utili al fissaggio in pressione del LED alla piastra oltre a fare da contatti elettrici. In fine un diffusore della luce a forma di cupola realizzato in cellulosa e resina naturale e un’asta in acciaio (per il fissaggio cupola). Il corpo illuminante è concepito per essere assemblato dal fruitore, per facilitare la produzione.

Con l’eliminazione del Driver si delocalizzano le produzioni dall’Asia a km 0. La produzione a km 0 delle componenti in eco materie locali portano benessere sul territorio. Essendo una tecnologia semplice e dopo aver verificato insieme alle aziende locali la produzione, con questa formula si possono produrre milioni di corpi illuminanti in tempi veloci quindi, è la formula per convertire i neon e sostituire le tecnologie convenzionali di illuminazione LED, e non solo.

La Control Unit genera energia utile ad alimentare, in futuro, oltre il 90% delle tecnologie che oggi utilizziamo, in bassissima tensione DC che, per alimentarsi appunto alla rete 230V AC, utilizzano il Driver (TV, computer, smartphone, videoproiettori, etc.). Dall’impianto di illuminazione partono delle deviazioni, dei fili elettrici che raggiungono le prese esistenti con frutto dedicato 33V DC.

Oggi si parla molto spesso del fatto che il futuro degli immobili sarà in DC, ma se andiamo ad analizzare i passi che si stanno facendo, si fa lo stesso errore. Per la complessità delle tecnologie che si promuovono, che a mio avviso e dopo un’attenta analisi, sono tutte fallimentari, e questo kit lo dimostra ampiamente. La sua modularità attesta che per poter convertire gli immobili in DC va necessariamente tutto frammentato, per eliminare il problema delle dispersioni elettriche della DC: si utilizzano le dorsali esistenti in AC per il facile trasporto della corrente, ma gli ambienti, gli spazi dove vengono utilizzate le tecnologie, vanno trasformati in DC in questo modo, il più nativo e razionale. Ed è verificabile!

Naturalmente, questa mia azione non mira a monopolizzare il mercato; al contrario, per salvaguardare la Specie e il Pianeta e rendere questa tecnologia nativa rapidamente espansiva, dichiaro di renderla Open Source. Chiunque, su richiesta, segua alla lettera le istruzioni di fabbricazione (la Regula Aurea) sarà libero di

produrla e commercializzarla. Inoltre, per accelerare la transizione, la scelta dell’Open Source non toglie nulla alle multinazionali produttrici di tecnologie convenzionali: grazie alle loro strutture produttive potranno guadagnare il doppio o più rispetto a oggi e fare innovazione reale nello stesso tempo (l’unico aspetto che conta).

A questo proposito, vorrei aggiungere un’osservazione sulla Teoria dei Giochi di John Nash applicata ai grandi player dell’industria. Nash sosteneva che per ottenere il miglior risultato, ciascun partecipante compie le mosse migliori sia per sé sia per gli altri:

ui (si*, s-i*) ≥ u (si, s-i*)

Teoria purtroppo incompleta, i tempi erano diversi e non certo quelli odierni del 2026, poiché ha escluso fin dall’inizio il player fondamentale: il Pianeta. Non inserire il Pianeta tra i giocatori significa trattare le risorse naturali e la stabilità climatica come variabili esterne o infinite, ignorando che un’economia non può prosperare se collassa l’ecosistema che la ospita; includerlo come player attivo significa invece vincolare ogni mossa industriale alla sopravvivenza stessa del sistema terra, trasformando la tutela ambientale da costo a regola primaria del gioco. Ecco quindi la teoria completa:

ui (si*, s-i*, sTerra*) ≥ ui (si, s-i*, sTerra*)

Duchamp affermava che l’arte va di pari passo con l’evoluzione dei costumi della specie quindi, questa mia opera è inevitabile, vista l’attuale crisi. Si è mimetizzata al punto che è tecnologia innovativa necessaria.

Il prototipo funzionante del Kit verrà esposto in una galleria d’arte come installazione. Saranno quindi invitate tutte le gallerie d’arte di Roma a prenotarsi per avere in seguito un Kit gratuitamente, con l’impegno di montarlo e utilizzare l’installazione come una normale tecnologia energetica completamente ecocompatibile.

Bio Geo Florenti

Geo Florenti si contraddistingue nel panorama artistico per la realizzazione di installazioni di luce a consumo zero, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Esordisce nel 2007, alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma, presentato da Claudio Strinati, Soprintendente al Polo Museale Romano, dove l’artista ha illuminato il Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Nel 2008, insieme alla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha illuminato un’intera area del Museo H.C. Andersen di Roma, verificando che era possibile illuminare i musei e le opere senza influire sui consumi di energia. Negli anni ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali, sperimentando su capolavori di Michelangelo, Leonardo, Caravaggio, Canova, Bernini, Rembrandt, Gentileschi, Vouet, Balla e Man Ray, collaborando inoltre con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. Con le sue installazioni ha anticipato quello che circa due anni fa, sulla prestigiosa rivista Nature, è stato definito “SolarIndoor“, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. Nel 2021 ha ideato “Palazzo Hybrid“, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici, in collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Attualmente è impegnato nell’individuazione di tecnologie energetiche basate principalmente sull’uso innovativo delle risorse, e collabora attivamente con la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma.